Psicoterapia: le buone prassi che garantiscono il paziente
Definizioni dei principi fondamentali a tutela di chi affronta il percorso clinico
Autore
Psicoterapeuta e componente del Tavolo Tecnico Salute Mentale presso il Ministero della Salute.
Ricevuto il 10 aprile 2026; Accettato il 24 aprile 2026
Riassunto
La psicoterapia nei servizi pubblici e con i privati è oggi una pratica richiesta ed offerta all’utenza in maniera diffusa. Proprio per questo essa ha bisogno di regole e garanzie per l’utenza oggi ancora più specifiche ed evidenti. Il rapporto terapeuta – paziente rappresenta l’ossatura principale per questo intervento clinico e la consapevolezza e le informazioni necessarie ai fruitori devono prevedere la trasparenza più assoluta. In un’era dove prende più spazio la psicoterapia on line queste garanzie necessitano di un rigore ancora più netto, considerata l’offerta anche sui social di interventi psicoterapici di varia tipologia che andrebbero meglio definiti. Il consenso informato diventa il requisito indispensabile per garantire i pazienti e rendere intellegibile il setting.
Abstract
Psychoterapy in public services and with private individuals is today a practice requested and affered to users in a widespread manners. For this reason it needs specific rules and practises for users. The therapist-patient relationship represents the main backbone for this clinical intervention and the awareness and information necessary for users must provide the most absolute transparency. In an era where on line psychotherapy takes up more space, these guarantees need an even more clear rigour , considering the offer also in social media of psychotherapeutic interventions of various types that should be better defined. Informed counsent becomes the essential requirement to guarantee patients and make the setting intelligibile.
Premessa
Il Piano d’Azione nazionale per la Salute Mentale ha inteso tra l’altro curare le buone prassi della Psicoterapia attraverso un’azione specifica del Tavolo Tecnico Salute Mentale presso il competente Ministero. Il coordinatore del Tavolo, prof. Alberto Siracusano ha voluto e promosso all’interno del PANSM questa specificità terapeutica.
La psicoterapia negli ultimi trent’anni è diventata un percorso clinico elettivo per molti disturbi psicologici autonomamente o unitamente alla farmacoterapia. Essa ha una storia breve, ma un passato antico e le conoscenze derivanti dagli studi delle neuro immagini sul cervello hanno anche attraversato il concetto di neuroplasticità ampliando gli orizzonti dell’impiego di questa disciplina oramai largamente utilizzata nei servizi pubblici in ambiti variegati : dai Centri di salute mentale ( CSM ), ai Servizi ospedalieri per acuti ( Spdc ), sino alla Dipendenze patologiche e alla Neuropsichiatria infantile passando per i Consultori familiari, gli Hospice, i Servizi per il trattamento del dolore, dei Disturbi alimentari, per arrivare agli interventi di supporto in carcere per i casi di non adattamento , nei Centri per immigrati, e negli scenari dei disastri naturali o con interventi supportivi alle forze di Polizia , come nel progetto Chirone dedicato alla Stradale. Le articolazioni applicative della psicoterapia ( individuale, di coppia, di gruppo ) hanno attivato le Scuole di formazione a trovare convergenze utili al servizio delle istituzioni e a beneficio dell’utenza sotto il profilo dell’intellegibilità dei metodi per rendere le tecniche più fruibili e meno legate ad assunti epistemologici superati dalle nuove conoscenze sulle evidenze cliniche. La psicoterapia è oggi più che mai una branca autonoma per la cura, il sostegno, la riabilitazione degli stati di disagio psichico che va resa sempre ancora più a portata del cittadino in un’ottica di salute intesa come esigenza di benessere per il singolo e per la collettività. Appare perciò indispensabile definire gli ambiti e la tipologia del setting psicoterapico per dare contezza ai fruitori dei processi e dell’iter terapeutico più appropriato, supportato dalle evidenze scientifiche.
La Psicoterapia, definizione
All’interno della psicologia e della psichiatria si distingue la psicoterapia per l’esercizio della quale la legge nazionale prevede una formazione di durata quadriennale, come per altre specializzazioni mediche. La psicoterapia è definibile come un trattamento dei disturbi mentali, della personalità o del disagio psichico in senso lato, basato su teorie psicologiche riconosciute e validate dalla comunità scientifica che utilizza prevalentemente metodologie psicologiche che si basano sulla relazione tra terapeuta e paziente. Questo trattamento è esercitato da medici e psicologi specializzati (American Psychological Association, APA, 2006) presso Scuole di Formazione riconosciute dal MIUR e regolarmente iscritti negli ordini professionali di pertinenza, nonché dalle specialità di psichiatria e neuropsichiatria infantile già abilitanti all’esercizio dell’attività.
Obiettivi della psicoterapia e scelta del terapeuta
Obiettivo della psicoterapia è quello di facilitare il raggiungimento di un ottimale o adeguato livello di qualità di vita da parte del paziente migliorando il suo funzionamento individuale e sociale.
La psicoterapia può essere offerta al singolo, alla coppia, alla famiglia e ad un gruppo di persone portatrici di una difficoltà psicologica/relazionale anche contingente.
Il paziente o i genitori e chi ne fa le veci in caso di minore, ai fini di una scelta consapevole del professionista cui affidarsi, hanno il diritto di verificare:
- la documentazione del professionista relativa alla sua formazione (titolo di laurea, specializzazione e la specifica psicoterapica in cui è perfezionato).
- L’abilitazione all’esercizio della professione, l’iscrizione del professionista all’Albo dei Medici o degli Psicologi con l’iscrizione nell’elenco degli psicoterapeuti.
- Il paziente ha il diritto di scegliere liberamente il proprio terapeuta. Questa scelta dovrebbe essere basata sulle preferenze del paziente e sul rapporto fiduciario col professionista nonchè sull’approccio adottato da quest’ultimo. Nel servizio pubblico la scelta è subordinata anche ai carichi di lavoro dei terapeuti che svolgono l’attività specifica e dunque all’organizzazione del servizio stesso.
Appropriatezza del trattamento: Il paziente ha il diritto di ricevere un trattamento appropriato alle proprie necessità, conoscendo dall’inizio la durata presunta del percorso terapeutico e l’approccio teoretico seguito dal professionista. Lo psicoterapeuta dovrebbe utilizzare le proprie competenze e conoscenze professionali per fornire un trattamento adeguato, rispettando e inviando ad altri colleghi psicoterapeuti se questi possono erogare trattamenti di maggior efficacia dimostrata per il quadro clinico del paziente o ad altro sanitario o medico specialista qualora apparisse necessario un intervento farmacologico, ovvero una residenzialità per scopi riabilitativi.
È fondamentale ribadire infatti il concetto per cui il paziente su cui si è condotto l’assessment psicopatologico iniziale e la formulazione del caso venga assegnato a un percorso di psicoterapia “evidence-based” o “basata sull’evidenza scientifica”. Per psicoterapia “evidence-based” o “basata sull’evidenza scientifica” si intende, secondo la definizione APA, (2006) una modalità di intervento sul paziente e sul suo disturbo mentale che sia strettamente basata sui dati di efficacia forniti dalla ricerca scientifica (ad es.metanalisi, studi randomizzati controllati, studi sul processo psicoterapeutico, ecc.) e dal coniugare tali dati con le caratteristiche individuali del paziente stesso, la sua cultura, le sue esperienze e le sue preferenze.
Consenso informato: Il paziente ha il diritto di ricevere informazioni chiare, complete e comprensibili riguardo e controfirmare il consenso informato:
- la diagnosi della propria condizione posta in accordo con il DSM 5-TR o l’ICD 10 e/o 11, se necessario suffragata da adeguata valutazione psicodiagnostica.
- i risultati dell’assessment, la formulazione del suo caso e la definizione degli obiettivi terapeutici
- il tipo di intervento psicoterapeutico con cui si intende perseguire gli obiettivi terapeutici
- la spiegazione del razionale di tale scelta e le prove di efficacia che la sostengono
- se l’intervento psicoterapeutico ha prove empiriche a sostegno della sua efficacia e/o rientra nelle linee guida nazionali e/o internazionali (ad es. NICE)
- le probabilità di successo, anch’esse basate su prove di efficacia, e su evidenze scientifiche
- l’entità e il tipo di impegno che è richiesto al paziente (ad es. frequenza degli incontri, eventuali homeworks o contatti telefonici di verifica sui temi trattati)
- la possibilità di effetti negativi o indesiderati, ad es. nel caso di terapia della coppia la possibilità di una separazione, il rischio di sintomi dissociativi o forti vissuti ansiosi in caso di tecniche di esposizione, ecc.
- il costo (anche del ticket se dovuto in ambito del servizio pubblico) di ogni singola seduta e quello orientativo del trattamento.
- la durata orientativa del trattamento.
- le procedure che saranno seguite a beneficio del paziente in caso di fallimento della psicoterapia.
- le condizioni alle quali può essere necessario richiedere un intervento farmacologico qualora ritenuto necessario o riabilitativo in comunità terapeutica.
- La riservatezza del percorso eccettuati i casi ove è necessario il riscontro con terzi (ad esempio per una dipendenza patologica ) e gli esiti dei metaboliti urinari in caso di assunzione di stupefacenti.
Il consenso informato del paziente va ottenuto prima dell'avvio della terapia spiegando al meglio ogni punto qui riportato.
Autonomia decisionale: Il paziente ha il diritto di partecipare attivamente al proprio processo di cura e di prendere decisioni informate riguardo al trattamento. Lo psicoterapeuta dovrebbe incoraggiare l'autonomia del paziente e rispettare le sue scelte se non evidentemente lesive del paziente o di qualche altra persona, tenendo conto del benessere dello stesso e dell'etica professionale necessaria ad evitare l’insorgere di una dipendenza emotiva dal terapeuta.
Confidenzialità: La confidenzialità è un aspetto cruciale nella relazione terapeutica. Il paziente ha il diritto di aspettarsi che tutte le informazioni emerse durante le sedute rimangano confidenziali, a meno che non vi sia un consenso scritto da parte del paziente per condividere determinate informazioni con terze parti. Tuttavia, ci possono essere alcune eccezioni legali in cui lo psicoterapeuta è tenuto a rompere la confidenzialità, ad esempio quando il paziente rappresenta una minaccia per se stesso o per gli altri o quando confessa una violenza che configura un reato in atto.
Trattamento rispettoso: Il paziente ha il diritto di essere trattato con rispetto, dignità e senza alcuna forma di disparità per la propria condizione da parte dello psicoterapeuta. Lo psicoterapeuta dovrebbe adottare un atteggiamento che favorisca la sua alleanza con il paziente, il senso di sicurezza e realistiche aspettative positive da parte di quest’ultimo, rispettando la sua diversità e le sue prospettive e scelte religiose, spirituali , etiche, prestando attenzione alle sue risposte di ritorno (feedback). Il paziente ha il diritto inoltre di non essere discriminato in base a etnia, religione, orientamento sessuale, genere, disabilità o qualsiasi altra caratteristica personale. Lo psicoterapeuta deve garantire che il trattamento sia fornito in modo equanime e privo di pregiudizi.
Sicurezza del trattamento: Se il paziente ritiene di essere stato oggetto di cattiva condotta o di violazioni etiche da parte dello psicoterapeuta, ha il diritto di presentare una segnalazione presso le autorità competenti e/o agli Ordini professionali ai quali lo psicoterapeuta appartiene. Ciò vale anche per intromissioni dirette o indirette nella sfera affettiva personale cui si associa una compromissione del trattamento e perciò del benessere e della piena autonomia del paziente.
Continuità delle cure: Nel caso in cui lo psicoterapeuta non possa continuare a fornire le cure, ad esempio a causa di un congedo o di una cessazione dell'attività, il paziente ha il diritto di essere informato in anticipo e di ricevere indicazioni su come garantire la continuità delle cure, come l'assegnazione a un altro terapeuta o i riferimenti a servizi di sostegno adeguati.
Psicoterapia on line
Al pari di altri processi diagnostici e di cura somministrate on line anche la psicoterapia va inserita in un percorso verificabile e codificato a garanzia dell’utenza. Essa infatti sempre più si è andata diffondendo a partire della Pandemia da Covid 19, a motivo del distanziamento sociale obbligato per un lungo periodo. Questa modalità consente anche a chi non può accedere a psicoterapie svolte in presenza di fruire di interventi specifici con terapeuti no raggiungibili facilmente. In questi casi dovrà essere garantito al paziente l’invio on line delle documentazioni circa il consenso informato, le line guida generali sul trattamento, e la garanzia di ambienti ove sia presente solo il paziente per l’intera durata della seduta. Il singolo professionista e/o il provider che ospita la seduta online deve garantire il possesso delle credenziali da parte di chi eroga la prestazione.
La diffusione della psicoterapia on-line ha messo in evidenza l’importanza di una serie di temi tra cui la solidità di tenuta della connessione, parametro fondamentale garantire un setting adeguato limitando così interruzioni o anomalie di linea durante lo svolgimento delle sedute che possono inficiare l’efficacia del trattamento in termini di erogazione stabili di flussi comunicativi.
L’avvio del percorso di psicoterapia on-line deve essere preceduto da un accurato e documentabile inquadramento diagnostico e una chiara formulazione del caso del paziente. Solo in seguito a ciò terapeuta e paziente potranno concordare un percorso di psicoterapia on-line come adeguato al profilo clinico del paziente, al razionale di terapia e all’efficacia attesa.
Fondamentale anche per la psicoterapia on line il mantenimento di una buona compliance che miri a condividere col paziente gli obiettivi dell’intervento nel rispetto dei suoi valori, prevedendo step di valutazione periodica chiari e comprensibili sull’andamento del percorso, da condividere col paziente, e garantendo la continuità dell’intervento e la sua regolarità nel tempo.
Termine della terapia: Il paziente ha il diritto di terminare la terapia in qualsiasi momento. Lo psicoterapeuta dovrebbe collaborare con il paziente per garantire una chiusura appropriata e fornire indicazioni o riferimenti per ulteriori servizi, e se necessario offrire la possibilità di verifiche periodiche nel tempo della sua condizione, e della stabilizzazione dei risultati raggiunti. Tali però da non costituire un legame non rescisso con la psicoterapia e col terapeuta, condizione di non dipendenza indispensabile per evitare condizioni che non rispettino l’autonomia necessaria dell’individuo volta ad una adeguata qualità di vita e dignità del paziente.
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