NUOVA RASSEGNA DI STUDI PSICHIATRICI

rivista online di psichiatria

Volume 13 - 4 Agosto 2016

Applicazione di un training metacognitivo di gruppo per le psicosi (MCT) in una struttura residenziale riabilitativa

Autore
Claudio Lucii1

1 Responsabile UO SMA DISMD di Siena

Presentato 31 dicembre 2015, rivisto 27 febbraio, 2016 accettato 30 marzo 2016

Corrispondenza: Dr. Claudio Lucii Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; cell. 3311704583
RIASSUNTO

Il training metacognitivo di gruppo (MCT) è una trattamento utile per la correzione dei bias cognitivi presenti nelle psicosi. Viene presentato uno studio di adattabilità e di aderenza per pazienti in trattamento residenziale presso una struttura socioriabilitativa del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale e Dipendenze di Siena (Centro Salute Mentale Colle di val d'Elsa). Il training si è realizzato in 18 sedute, condotte da un medico psicoterapeuta, della durata di circa 1 ora con un piccolo gruppo di pazienti, da 3 a 7, utilizzando un manuale e un computer, che prevede la valutazione di 8 domini, ciascuno con 2 sessioni di trattamento. È stata valutata l’aderenza e la valutazione soggettiva di utilità effettuata con un questionario a 5 item autosomministrato. Sono stati valutati 67 questionari. Vi è stato un significativo incremento, dichiarato dai pazienti, circa le conoscenze relative ai singoli problemi cognitivi trattati (p<.01), così come i pazienti hanno riconosciuto l’utilità del trattamento e l’utilità specifica per il loro recupero. Il training può essere inserito nel trattamento integrato dei disturbi psicotici.


ABSTRACT

The metacognitive training group (MCT) is a psychological technique used for treatment of cognitive bias of schizophrenic psychoses. It is presented a study of adaptability and aderence for patients in inside treatment facility of the Department of Mental Health Siena-Mental Health Center Colle di Val d’Elsa.

Methods
The training was carried out in 18 sessions lasting about 1 hour, with a small group of patients, from 3 to 7, using a manual and a computer. They have investigated 8 cognitive domains, each with two treatment sessions. We evaluated the adhesion and the subjective of usefulness carried out by administering a questionnaire to 5 items. We examined 67 questionnaires.

Results and discussion.
Patients reported a significant increase in knowledge of the domains covere (p<.01); in addition patients have recognized the usefulness of treatment for their recovery. This training can be used in the program for treatment of psychotic discorder.


INTRODUZIONE

Il riconoscimento della necessità di incrementare gli interventi di tipo psicologico nel trattamento dei disturbi psicotici è un dato acquisito nella comunità scientifica. In questo ambito sembra che in particolare i trattamenti di tipo cognitivo-comportamentale abbiano una loro efficacia (1,2).

Nei pazienti psicotici sono presenti e costanti, bias cognitivi che vanno dallo stile di attribuzione, alla interpretazione delle percezioni, alle credenze implicite, ma anche ad una propria “teoria della mente”. Possiamo definire questi disturbi come di tipo metacognitivo, intendendo cioè che vanno oltre ad un ambito più specificamente cognitivo, legato alle capacità di attenzione, memoria, pianificazione operativa, che sappiamo essere comunque compromessi nei pazienti schizofrenici.

L’intervento su domini di tipo metacognitivo può essere collocato all’interno di un programma integrato di trattamento delle psicosi, con la terapia farmacologica e con tecniche specifiche di rimedio cognitivo come la Cognitive Remediation Therapy.

Alla luce della necessità di correggere queste distorsioni metacognitive è stato predisposto un training di trattamento di gruppo (3). Dall’applicazione clinica del metodo sembrano emergere i primi dati di efficacia (4,5). Alcuni studi dimostrano una riduzione delle idee deliranti, soprattutto un’accresciuta consapevolezza del paziente (6,7). Tale metodologia di intervento, in alcuni studi, sembra mantenere nel tempo i benefici ottenuti, in particolare nell’attenuare le convinzioni e le ideazioni deliranti (8). In questo nostro studio preliminare abbiamo cercato di applicare questo intervento di gruppo all’interno di una struttura residenziale riabilitativa del Dipartimento Interaziendale di Salute Mentale e Dipendenze di Siena. La struttura è di tipo socioriabilitativo (per 6 utenti), ad alta intensità assistenziale eh da anche un piccolo modulo sperimentale per pazienti dimessi dall’ SPDC che hanno necessità di una definizione di un programma di trattamento territoriale prima di un rientro al proprio domicilio, con lo scopo di ridurre le giornate di degenza improprie, in pazienti già in fase di remissione clinica. Oltre all’applicabilità l’obiettivo era di verificare l’aderenza dei pazienti a questo tipo di intervento gruppale.


MATERIALI E METODI

È stato utilizzato il materiale in italiano per il Training metacognitivo di gruppo per la schizofrenia, che può essere scaricato gratuitamente dal sito dell’Università di Amburgo www.uke.de/mkt previa registrazione. L’intervento è tipo gruppale, con un gruppo variabile da 3 a 7 pazienti, nel nostro caso, e consiste in 8 moduli ripetuti che indagano 8 domini. Ciascun modulo viene ripetuto 2 volte con minime variazioni. Il gruppo è stato condotto da un medico psichiatra e psicoterapeuta. La durata della seduta è stata compresa tra 45 minuti ed 1 ora. Il modulo 4 per la particolare lunghezza è stato diviso in 2 sessioni, pertanto le sessioni di lavoro sono state complessivamente 18. Ciascun modulo ha una proprio dominio pertanto i moduli possono essere usufruiti anche singolarmente da ogni singolo paziente.

Nella tabella 1 sono indicati i domini interessati. Sono stati interessati all’intervento complessivamente 7 pazienti (5 con diagnosi di psicosi schizofrenica e 2 con diagnosi di disturbo di personalità borderline, comunque inclusi nel trattamento). Alle sedute ha partecipato anche il personale della struttura in servizio. Le sedute hanno avuto inizio ad Agosto 2015 e sono cessate a Dicembre con una cadenza settimanale o bisettimanale e si sono tenute all’interno della struttura. Alla fine di ciascuna seduta veniva distribuito al paziente un breve questionario anonimo di 5 item (tabella 2), a cui si chiedeva al paziente la soggettiva valutazione sulle eventuali accresciute capacità relative all’argomento trattato, l’utilità in generale e in particolare relativamente alle proprie possibilità di recupero; infine si chiedeva un giudizio soggettivo sul suo stato di ansia alla fine della seduta.

In considerazione delle mobilità all’interno della struttura 3 pazienti su 7 sono stati presenti a tutte le sedute, mentre gli altri 4 per 26 complessive sedute. Sono stati raccolti 67 questionari su 80 distribuiti, con un aderenza al questionario del 83%.

Tabella 1 Lucii

Tabella 2 Lucii


RISULTATI

L’aderenza di risposta ai questionari è stata dell’ 83%. Nessun paziente si è allontanato dopo l’inizio della seduta. Dai risultati si vede come i pazienti hanno ritenuto che l’incontro sia servito ad accrescere la loro conoscenza sull’argomento trattato, con una differenza tra le due medie, p<.01. In studi analoghi condotti su un campione molto più numeroso questo risultato è ancora più evidente. Complessivamente i pazienti ritengono gli incontri siano utili sia in generale che in particolare per il loro recupero con un punteggio medio di 6,82 e di di 6,64. La partecipazione alla seduta non ha attivato particolari livelli di ansia, con un punteggio medio di 4,63. Dobbiamo precisare che i pazienti che hanno partecipato erano tutti aderenti al programma di trattamento e in una fase di compenso clinico.

Nel grafico sono riportati i risultati.

Grafico 1 Lucii


DISCUSSIONE

I dati scientifici sulla reale utilità del training metacognitivo nel trattamento delle psicosi schizofreniche, così come concepito nel modello del Prof. Moritz sono ancora incerti. In una recente revisione sistematica si evidenzia come l’esiguo numero di trial clinici randomizzati, la varietà delle metodiche usate, e problemi metodologici non ci consentono di dire se questa tecnica è di aiuto ai pazienti psicotici (9,10). In altri studi si evidenzia l’efficacia della tecnica sopratutto nel ridurre la rigidità del pensiero psicotico (11). Altri studi dimostrano un efficacia soprattutto su pazienti con basso grado di funzionamento sociale (12). Tuttavia vi sono anche studi che dimostrano che a 3 anni i pazienti trattati con terapia farmacologica e training MCT hanno un significativo miglioramento soprattutto sulle scale che indagano il pensiero delirante. I risultati sono ancora incerti (14) e sono necessari ulteriori trial clinici randomizzati.

Il nostro studio aveva tuttavia lo scopo di valutare l’adattabilità del metodo ad una struttura residenziale e l’aderenza dei pazienti al trattamento valutata con una scala autosomministrata. L’aderenza è stata molto positiva in quanto nessuno ha abbandono le sedute. La percentuale dell’83% nei questionari ha risentito anche di difficoltà pratiche nella raccolta. In uno studio analogo(15) su un campione più numeroso di 266 questionari sempre su 5 item molto simili ai nostri, si rilevava una percezione significativa della valutazione di utilità personale anche superiore ai nostri dati (p<.001), l’item 3 che valuta la recovery va da 4,5 a 6 rispetto alla nostra media di 6,82; il giudizio di utilità, item 4 è intorno a 4 mentre il nostro valore medio è di 6,64. Il livello di ansia al termine della seduta è simile, 4,63 nella nostra media rispetto ad una variabilità da 3,5 a 5.

Concludendo possiamo dire che l’utilizzo della metodica è abbastanza semplice, non necessita di un training particolare per un professionista della salute mentale. È uno strumento che può essere inserito in un programma integrato di trattamento con la terapia psicofarmacologica e con tecniche di rimedio cognitivo per la cura dei disturbi psicotici dello spettro schizofrenico. Un campo possibile di applicazione è anche l’utilizzo della tecnica nelle prime fasi della psicosi in un’ottica di intervento precoce (16,17).


RIFERIMENTI

1) National Institute of Clinica Excellence. Schizophrenia (update).Clinical Guideline 82.NICE 2009.

2) Aghotor J, Pfueller U, Moritz S, Weisbrod M, Roesch Ely D. Metacognitive Training for patients with schizofrenia (MCT); feasibility and preliminary evidence for its efficacy. J Behav Ther & Exp Psychiat. 2010;41:207-211.

3) Moritz S, Woodward T S. Metacognitive training for schizofrenia patients: a pilot study on feasibility, treatment adherence, and subjective efficacy. Ger J Psichiatri. 2007;10:69-78.

4) Moritz S, Kerstan A, Weckenstedt R et al; Further evidence for the efficace of a metacognitive group training in schizofrenia. Behav Res and Ther. 2011;49:151-157.

5) Farouk J, Maire A, Bardy S, Pernier S, Bonsack L. Improving insight into delusions: a pilot study of metacognitive training for patients with schizofrenia. J of Advanced Nursing. 2011;67(2):401-407.

6) Kumar D, Ul Haq M Z,Dubey I et al; Effect of meta-cognitive training in the reduction of positive symptoms in schizofrenia. Eur J of Psichotherapy & Counselling. 2010;12(2):149-158.

7) Moritz S, Vitzthum F, Randjbar S, Weckenstedt R, Woodward T S. Detecting and defusing cognitive trappe: metacognitive interventions in schizophrenia. Curr Op in Psych. 2010;23:561-569.

8) Moritz S, Veckenstedt R, Bohn F et al; Complementary group metacognitive training (MCT) reduce delusionals ideation in schizophrenia. Schiz Res. 2013;151:61-69.

9) Jiang J, Zhang L, Zhu Z, Li W, Li C. Metacognitive training for schizophrenia: a sistematica review. Shanghai Arch Psichiatri. 2015;27(3):149-157.

10) Van Oosterhout B, Smit F, Krabbendam L, Castelein S, Staring AB, Van der Gaag M. Metacognitive training for schizofrenia spectrum patients: a meta-analysis on outcome studies. Psychol Med. 2016;46(1):47-57.

11) So SH, Chan AP, Chong CS, Wong MH, Lo WT, Chung DW, Chan SS. Metacognitive training for delusione (MCTd): effectiveness on data-gathering and belief flexibility in a Chinese salpe. Front Psychol. 2015;15(6):730.

12) Gaweda L, Krezolek M, Olbrys J, Turska A, Kokoszka A. Decreasing self-reported cognitive beasse and increasing clinica insight through meta-cognitive training in patients with chronic schizophrenia. J Behav Ther Exp Psychiatry. 2015;48:98-104.

13) Moritz S, Veckenstedt R, Andreou C et al;Sustained and “sleeper” effects of group metacognitive training for schizophrenia: a randomized clinica trial. JAMA Psychiatry. 2014;71(10):1103-1111.

14) Van Oosterhout B, Krabbendam L, Der Boer K et al;Metacognitive group training for schizofrenia spectrum patients with delusione: a randomized controlled trial. Psychol Med. 2014;44(14):3025-35.

15) Howe L J, Brown I D, Investigating the usefulness of a metacognitive training group programme for schizophrenia. B J Psych Bullettin. 2015;39:114-118.

16) Cocchi A, Corlito G. Editoriale. NRSP. 2013;8.

17) Cavicchini A, Esposito A, Amato L, Zaccheroni D, Stuflessner M. Il progetto GET-UP e le strutture DSM: incontro o scontro. NRSP. 2013; 8.


L’autore dichiara che il presente articolo non ha alcuna fonte di finanziamento e non esiste alcun conflitto di interesse.